Silenzio leggero

1 Luglio 2007 22 commenti

Scrivo e cancello, scrivo e cancello e ancora non so bene come iniziare questo post… Ho avuto l’occasione di incontrare persone interessanti, profonde, dolci, ambigue, strampalate…persone che sono diventate bloggers fidati, altri solo di passaggio, altri con cui è iniziata una corrispondenza profonda, poi d’improvviso interrotta, bloggers cui penso durante la giornata, bloggers la cui salute, mentale e/o fisica mi tiene in ansia… Tutto questo è stato il mio blog in questi due anni, più o meno ininterrotti, di pensieri, lacrime ed emozioni. Il flusso di parole che sgorgava prorompente da queste dita veloci sembra d’improvviso essersi interrotto e, nonostante ancora molti dubbi, molte pene e ossessioni regnino incontrastati nel mio cuore, sento il dovere di stendere un velo di silenzio su questa crisi di inespressività dichiarata. Vi porto tutti nel cuore e non mi piacciono gli addii, perciò credo fermamente che questo sia solo un arrivederci…Quando di nuovo percorrerò le vie del pensiero attraverso i veicoli della parola, il mio diario virtuale tornerà a gridare i miei dolori e le mie preoccupazioni e voi tutti potrete ancora donarmi la luce dei vostri commenti, se avrete la bontà di leggermi… Vi voglio bene

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Trasloco

30 Maggio 2007 25 commenti


Eventi, cambiamenti, ondate di sorrisi e pensieri tristi…
Parigi: per un lungo week-end, i vecchi amici di sempre, il Louvre, una stanca Gioconda si lascia guardare indifferente da migliaia di ammiratori mercenari, gli antichi Faraoni scrutano gli sguardi incuriositi dei passanti con aria enigmatica, la Venere di Milo campeggia solitaria nella sua bellezza austera…E poi il museo di arte moderna, Giacobetti, le installazioni e più di tutti Samuel Beckett, il drammaturgo dei nostri tempi, l’unico che abbia colto senza rovinarla l’essenza dell’animo umano…Irlandese, come non mai.
Adesso è tempo di trasloco. Lascio la casa in cui ho vissuto per un anno, questa grande stanza con le tende arancioni alle finestre sul cortile di un verde lussureggiante. Abbandono questo luogo solitario per il caos cittadino, non più periferia, ma centro, non più silenzio, ma rumore….
Aspettatemi, per qualche tempo non potrò scrivere, le vie telematiche ancora non hanno raggiunto la mia nuova dimora, ma tornerò presto e rimarrò viva nei vostri post con i miei commenti!

La teoria delle 3 possibilità

20 Maggio 2007 21 commenti


E’ sera…l’oscurità sta calando dolcemente sui tetti rossi delle lussureggianti speranze irlandesi.
Tracy Chapman in sottofondo canta di speranze ancora vive, di illusioni infrante, di questioni sociali mai risolte, di un amore per cui si darebbe la vita…
Irish dice che non ha mai amato nessuna finora, perchè amare significa dare la vita per un’altra persona e legarsi a lei per sempre, in rispetto e fiducia incrollabili…E potrei essere io quella che lui amerà, dice commosso.
Il mio amico basco ha una teoria sull’amore che mi ha dato una stretta al cuore per la sua cupa tristezza…La vita ci dà 3 possibilità per amare davvero, solo 3 possibilità, poi il resto sono solo compromessi dettati dal nostro cinico egoismo e dalla devastante paura di rimanere soli. Ha 31 anni, le sue 3 possibilità sono arrivate e poi uscite repentinamente dalla sua vita. Ha deciso di chiudere le porte del cuore, per sempre.
Io ho avuto molte possibilità, forse 3 o 4 solo quelle importanti, una quella vera. E il cuore è in catene, non cede e non risorge…Passo molto tempo con Irish, ma il pensiero di chi ho amato davvero accompagna ogni momento della mia esistenza, con un sordo dolore, con una malinconia di sottofondo che non passerà mai…
Forse le possibilità sono tante, ma l’amore vero solo uno. E non perchè esista solo una persona giusta, chè di persone ce ne sono milioni su questo pianeta ed ognuno può avere il quid necessario per innescare amore. Ma una volta che quella scintilla è stata innescata, una reazione a catena di emozioni ed eventi devastanti si genera spaventosa e i cambiamenti che ne scaturiscono sono irreversibili. Non si può amare due volte della stessa intensità…le energie si esauriscono, le speranze muoiono, le illusioni svaniscono…
Stanca, voglio abbandonarmi a questa calda solitudine che rinfranca il cuore spossato…

Sola

12 Maggio 2007 29 commenti


I ricordi si affollano in un turbinio di emozioni confuse…ognuno bussa caparbiamente a quella porta che faticosamente ho chiuso a chiave, ognuno torna a pulsare per pungere…
Benedetta solitudine!
Credevo di averti soggiogata, elusa, combattuta, perfino resa mia complice, ma stanotte sei venuta a cercarmi ancora e questa volta senza veli, senza raggiri, senza speranze…
Volevo che Irish fosse il nuovo uomo, volevo che questi sentimenti delicati che sentivamo in fondo al cuore ripulissero la mia anima dalle brutture lasciatevi dagli altri. Lo baciavo…e sentivo il cuore agitarsi nel petto inquieto. Lo guardavo…ed un sorriso incantato compariva sulle mie labbra sorprese. Lo ascoltavo…e le sue parole accarezzavano la mia anima, facendola sobbalzare. Non piangevo, non soffrivo ed i ricordi di amori un tempo felici si facevano sempre più lontani…
…Fino a che ho voluto mettere alla prova questa intesa soltanto fantasticata nella mia mente volubile…con risultati miserrimi.
E le lacrime tornano…e la tristezza bussa…e i ricordi picchiano in testa…
Ci deve essere una ragione a me completamente ignota per cui la sola persona della mia vita con cui valesse la pena costruire qualcosa se n’è andata, lasciandomi sola. Sola completamente, totalmente, definitivamente.
Ed è successo più di due anni fa…Dicono che prima o poi passa e l’ho creduto anch’io. L’ho creduto quando mi sono imbattuta in un nuovo ragazzo dagli occhi innamorati che mi prometteva l’impossibile; l’ho creduto quando ho ripreso le redini della mia vita e le ho dato una forte drizzata verso Nord; l’ho creduto quando ho fatto l’amore e ho provato ancora piacere, pur senza pensare a lui; l’ho creduto più che mai con Irish, quando le sue attenzioni mi hanno fatto desiderare di innamorarmi ancora, innocentemente e totalmente, di qualcuno che non fosse Lui. Ma ogni volta che l’ho creduto, mi sono amaramente resa conto che non è così.
Sono sola…e lo sono perchè il Matto non c’è e non ci sarà mai più…E nessuno è come lui ed io non riesco a rassegnarmi a qualcosa di diverso…
Meglio essere sola piuttosto che raccogliere ancora le briciole…

Gente di Dublino

5 Maggio 2007 26 commenti


Hanno il naso rosso per le irresponsabili bevute al pub del fine settimana, gli occhi azzurri come il cielo limpido d’estate, le lentiggini che costellano i loro visi gioviali e i loro corpi allegri, le risate sonore della loro spontaneità, l’entusiasmo di un bambino per le cose nuove, una moda bizzarra come i loro caratteri…il recente sviluppo economico li ha resi ricchi e belli, sani, vivono in un mondo di consumi che appoggiano, appena consci della politica che li governa, dello Stato che li sovrasta, delle Leggi cui docilmente si sottomettono. La disponibilità dei loro stipendi li rende poco sensibili al denaro, li si vede gettare via il cibo che hanno comprato in abbondanza, scaduto poi in frigorifero. Li si vede spendere fortune ingenti per comprare case di cartapesta che domani saranno sbattute via dal vento. Li si vede prendere il sole, nelle prime giornate di aria primaverile, sdraiati sull’erba ancora umida di brina mattutina, con indosso una sottile maglia a maniche corte e le ciabattine ai piedi…
Conservano la grinta che li ha visti combattere contro un invasore arrogante e distruttore per molti secoli, fieri dei pochi ruderi sopravvissuti alle battaglie, caparbiamente contro tutto ciò che possa essere anglo-originato…
Incomprensibili, inquadrati e squadrati, fuori cattolici, dentro epicurei, hanno un cuore immenso che ne fa un popolo da amare e rispettare…
Camminavo in una strada poco raccomandabile con Irish, le nostre risate si confondevano ai rumori della città che lentamente si lasciava cadere nelle braccia di Morfeo. Improvvisamente, un macabro spettacolo si è presentato ai nostri occhi: un uomo disteso bocconi sul marciapiede, un senzatetto, visibilmente sofferente, che non riusciva a rialzarsi. Assuefatta a tali scene raccapriccianti, il mio unico pensiero era di uscire indenne da quella situazione. Ma Irish si è fermato, un altro ragazzo irlandese lo ha aiutato ed insieme hanno rialzato quell’uomo malfermo che non riusciva a stare sulle gambe tremolanti. Un terzo uomo l’ha aiutato a rimettere le scarpe, un quarto ha chiamato l’ambulanza. Irish era lì, sosteneva quell’uomo, cercavo il suo sguardo per comunicargli quanto i miei sentimenti si stessero espandendo davanti a tanta bontà d’animo, quanto rispetto meritasse quella sua personcina grintosa, ma lui guardava solo quell’uomo, cercava il modo di aiutarlo. Non era finto eroismo bullista il suo, ma sincera e disinteressata filantropia. L’ambulanza è arrivata, altri uomini carichi d’amore hanno sollevato con estremo rispetto quell’uomo in difficoltà e l’hanno portato via.
Irish era scosso, aveva sentito che quell’uomo soffriva di osteoporosis sickness e, proprio come un bambino ingenuo, mi domandava cosa fosse, si meravigliava dei suoi effetti, si doleva per la sorte di quell’uomo già divorato dagli effetti devastanti dell’alcool…
Ed io mi rallegravo per averlo sottobraccio in questo breve pezzetto di vita…

Melodiosa sinfonia d’eventi

29 Aprile 2007 16 commenti


La cattedrale è stracolma di gente…Le note di quel violino melodioso che irradia di infinita pace le volte della chiesa, risuonano nel mio cuore silenzioso come rintocchi di un destino che si avvicina inesorabile.
E dopo pochi minuti siamo tutti sull’altare, nervosi, attenti ai cenni del maestro che ci guarda con la sua dolcezza ineguagliabile. E’ cominciata, non troppo bene, un pezzo difficile, il nervosismo cresce. E poi ancora un altro pezzo difficile, concentrazione maggiore, riesco finalmente anche su quelle note che durante le prove mi sembravano impossibili da riprodurre. Nuovo pezzo, nuova tensione, neanche un passaggio errato, sul labiale del maestro appare un “bravo” a caratteri cubitali indirizzato a tutti noi. Ultimo pezzo, i solisti toccano le corde delle nostre anime con le loro voci possenti, l’amen finale risuona come un tuono di speranza fin dentro le viscere della terra…gli scrosci degli applausi rilasciano la tensione accumulata.
Irish è lì, nascosto tra il pubblico, viene a salutarmi e congratularsi con me, mi guarda intensamente, mi ringrazia per avergli regalato questa serata…
Dopo il concerto,alcuni coristi fidati, alcuni amici, birra a fiumi, molte risate, Irish seduto di fronte a me…
Un altro pub, sono sola al bancone del bar con lui, gli altri sono seduti lontano, non pensano a noi, Irish mi è vicino, mi guarda…
Irish mi bacia…
Mi bacia…
E mi perdo…
Un sapore sconosciuto, un profumo dolce ed inebriante, nessuna certezza, nessun palpito…
Credevo che un bacio avrebbe schiarito di colpo tutti i dubbi, le nostre labbra si sarebbero sfiorate ed io avrei sentito questo amore esplodere oppure avrei capito che niente può germogliare nel mio cuore per lui…
…E invece…
..Non so nulla…
E lascio che questo fiume di eventi scorra…
Riferimenti: Goethe Institut Choir

Notte di pensieri sobri strampalati

22 Aprile 2007 14 commenti


Sento i loro schiamazzi, un sottile muro bianco li divide da me, la loro ebbrezza folle mischiata alla musica ad alto volume supera le barriere che ho invano costruito tra loro e me questa notte…Le incombenze universitarie mi hanno costretto ad un sobrio sabato sera e così, per la prima volta dopo molto tempo, sono stata travolta dall’imbecillità cui l’alcohol riduce anche gli esseri più arguti. Ridono, ma di un riso forzato, ballano, ma di un ballo stizzito, parlano, ma di parole vacue, vivono, ma di una vita senza senso…
Ed Irish mi è vicino…penso a lui in questa baraonda di rumori offensivi, che graffiano le mie povere orecchie stanche. Una dolcezza tenue muove il mio cuore verso di lui, so che per me è solo un caro amico, eppure il suo amore segretamente dichiarato non cede a tutti i miei no, alla caparbietà, alla testarda voglia di rimanere sola. Mi sorregge nei momenti in cui ho bisogno di lui, mi telefona quando vorrei parlargli, mi promette una vita insieme fatta di allegria e rispetto, amore e complicità, dialogo, sostegno, mi promette il presente, solo e sempre presente.
E devo resistere, non cedere alla lascivia, non cadere in questa trappola pericolosa in cui uno dei due si farebbe troppo male…e anche se non fossi io, sarebbe lui…
L’altra sera camminavamo per le strade traboccanti di gente nell’ora di punta dopo il lavoro…una battuta, le nostre braccia si sono incrociate e all’improvviso mi sono ritrovata a tenerlo sotto braccio. Ho provato tenerezza mista ad un disagio crescente che mi ha spinto a rilasciare la presa pochi secondi dopo. Passata qualche ora, un gioco sottile di sguardi…e ci siamo accarezzati le mani, per una frazione di secondo…e di nuovo sono stata io a divincolarmi. Volevo che durasse, lo volevo davvero, ma la sua timidezza mi ha bloccato, le sue mani erano incerte, le mie esperte, di sogni infranti, di lacrime asciugate troppo in fretta dai miei occhi, di corpi abbracciati per il piacere presente di un dolore futuro. E alla fine della serata, non pensavo più a nulla, volevo solo che andasse via, volevo solo dormire…
Stanotte ho costruito un muro anche tra lui e me…gli ho detto di non sperare, il mio cuore è invincibile, la mia anima concentrata solo su se stessa…e lui è stanco…vorrei che abbattesse questo muro, ci sono io dall’altra parte, con la mia immaturità, le mie paure, le mie fragilità.
Ma vorrei che lo abbattesse solo per egoismo…o per qualcosa che sta sbocciando anche dentro di me?
E’ per egoismo, è solo per egoismo…

Respiro a pieni polmoni l’aria pura della serenità

17 Aprile 2007 15 commenti


Lascio questi pensieri fluttuare e queste fragili emozioni pervadere il mio essere…Approffitto di questi attimi di serenità per colorare di vita questo blog sempre un po’ sottotono…
Tutto quello che ho vissuto in questi giorni ha dato vigore ai miei giorni tristi, improvvisamente non sono più quella nostalgica Darkstar in cerca di un amore a tutti i costi. Quella nota malinconica di sottofondo che sempre mi contraddistingue sembra essersi dileguata, anche se solo per qualche tempo, anche se solo per pochi attimi.
In Italia sono stata bene: avevo il sole sul viso tutto il tempo e attraverso i pori della mia pelle quei raggi hanno raggiunto il mio cuore, riscaldandolo. Il grigiore del cielo irlandese non ha portato il consueto disappunto del mio ritorno, al contrario, sento che molta positività si irradia da ogni parte e in ogni direzione.
Sto bene. E’ tanto tempo che non succedeva. E so che è merito mio, soltanto mio. La solitudine amorosa porta anche tanta autostima e forza di volontà. Gli amici riempiono i vuoti affettivi lasciati scoperti dagli uomini del passato, i pensieri solitari producono adrenalina vitale.
E in tutto questo, un nuovo enigma, un dolce rompicapo, una presenza che diventa sempre più irrinunciabile.
Irish mi insegue da molto tempo e mi sta vicino. Negli ultimi tempi parliamo di una relazione che tra noi non esiste, ma potrebbe se io solo volessi. E lo voglio, ma nello stesso tempo lo temo e lo allontano. Mi sento forte, decisa, in possesso dei miei sentimenti, della mia vita. Abbassare di nuovo le difese, lasciare che qualcuno entri nella mia orbita, accoglierlo, amarlo e poi perderlo…ancora? perchè?? Tutte queste ferite non si rimarginano mai, una parte di me ama ancora il Matto e lo venera in silenzioso tormento…un’altra prega per il ritorno del Cavaliere Errante, smarrito sulla via per l’Oriente…un’altra, si interroga sulle sorti del Poeta…e così, poco per volta, l’anima si disintegra in tante piccole ferite che vivono sottopelle, senza far rumore, senza provocare pene insopportabili, ma picchiando lentamente, dolcemente, costantemente…
Perchè aggiungere una nuova ferita? Il futuro è inintelligibile e potrebbe anche darsi che sia io a ferire Irish, ma questo porterebbe solo una nuova frattura, un nuovo dolore…
Se così stanno le cose, basterebbe rinunciare a lui che pure dichiara di accontentarsi anche solo della nostra amicizia…ma il mio egoismo chiede di più e mi sento disorientata. Qualcuno vicino insinua che probabilmente tutti questi dubbi sono dettati dal fatto di non essere abbastanza attratta da Irish, di non amarlo, di non esserne innamorata…e chi lo sa, probabilmente è così. Ma perchè ho dato una possibilità ad un insulso Andaluso e non posso darla ad un uomo che sento così vicino alla mia anima? L’accarezza, la nutre, l’alimenta…ed essa non può più fare a meno di lui…

Ci vorrebbe…

30 Marzo 2007 28 commenti


E’ passato anche quest’anno, con molta allegria, alcune piccole sorprese gradite, alcune delusioni semi-previste, fiori recapitatimi il giorno dopo, molti regali, nessun uomo…
Il mio 27esimo compleanno…mi ha portato un pensiero, ormai è il secondo che passo senza la presenza stabile, fissa, rassicurante di un uomo…

Ci vorrebbe un uomo, per progettare la vita insieme, per fermarsi davanti ad una vetrina e comprare un regalo, per preparargli la cena in un giorno speciale, per fargli un massaggio quando è stanco, per prenotare una sera a teatro, per ricevere tulipani a casa, un regalo importante il giorno del mio compleanno, un abbraccio quando sono triste, un bacio quando cerco tenerezza, una carezza quando mi sento sola e triste. Ci vorrebbe un uomo per condividere il peso dell’esistenza, per arredare la casa e pensare che non sei più di passaggio, per avere un fine che sia diverso da quello del “tirare a campare”, per non dover arrangiare tutto quanto da sola, per ricordare che cosa significa sapere che qualcuno ti aspetta a casa e quel qualcuno ti ama…Ci vorrebbe un uomo per sentire che sono ancora bella ed apprezzata, al di là di una notte di passaggio, per avere la speranza di una famiglia tutta mia, per smettere di preoccuparmi solo di me stessa e per una volta preoccuparmi anche per lui, con lui, di lui…

E sono qui, a progettare da sola una vita che non riesco a pianificare, a fermarmi davanti ad una vetrina e comprare un regalo per me, a preparare una cena per un’amica, a ricordare un massaggio fatto a qualcuno che non se lo meritava, ad organizzare una sera a teatro con amiche che non arriva mai, a ricevere margherite invece che tulipani, a comprare tulipani invece di riceverli, a guardare i regali importanti che le altre ricevono, a rinchiudermi in un libro e nella musica quando sono triste, a portare il peso dell’esistenza tutto da sola, a non arredare la mia dimora perchè tanto sono di passaggio, a tirare a campare, ad arrangiare tutto quanto da sola, ad avere nessuno che mi aspetti a casa…E mi sento bella ed apprezzata solo per me stessa, non ho voglia di avere una famiglia tutta mie e mi preoccupo solo di me stessa…

Impressioni

23 Marzo 2007 16 commenti


Negli ultimi tempi, rimango silente per molto tempo in questo mio blog…
E’ che i pensieri si aggrovigliano, si confondono, si sovrappongono e le parole restano ferme nel fondo del mio essere.
Sono ad un punto focale della mia vita. Una sorta di letargia ipocondriaca mi impedisce di vivere appieno le mie intenzioni, di concretizzarle, di dare loro una possibilità per diventare realtà. Eppure la fiaccola della speranza non si spegne e ritrovo in me le energie per scacciare la tristezza.
Ho sempre pensato che noi siamo artefici della nostra vita, che il destino non esiste e che tutto è dominato dal caso…ma adesso guardo indietro nel tempo, vedo le mie scelte consapevoli e le direzioni strampalate che ho preso, talvolta mio malgrado ed intravvedo un intrecciarsi di causa ed effetto che prima ignoravo. Forse un disegno più grande esiste, forse un’energia inconsapevole davvero si irradia dalle mie azioni passate alla mia vita presente. In fondo, non è illogico affermare che tutte le impressioni che si ricevono dalle azioni passate condizionano la nostra vita presente. I Buddhisti chiamano queste impressioni condizionanti Samsara o Samskara. Loro credono che queste condizioni si tramandino di vita in vita, ma pur non volendo credere nella reincarnazione, non è difficile pensare che quello che si è vissuto il giorno prima, il mese prima o l’anno prima condizioni quello che si dice o si fa il giorno dopo, il mese o l’anno dopo!
Queste impressioni, queste catene che vincolano i nostri sentimenti e i nostri pensieri, non sono eterne, una mente pura e consapevole può spezzarle e aprire la strada alla conoscenza, al distacco dalle forme mentali, alla serenità, alla meditazione oltre il buono e il cattivo, oltre il giusto e l’ingiusto, oltre la sofferenza…
Faticosamente, ogni giorno, cerco di concentrarmi su ogni singolo attimo vissuto, evito di pensare al futuro se non è strettamente necessario e considero il passato come tale, ormai relegato in un punto cui non posso più tornare…


…e in tutto questo mi domando, è questa la via verso la pazzia??